Nel 2026 un’estetista che vuole aprire o far crescere un centro estetico ha a disposizione due grandi famiglie di aiuti:
• Bandi e i finanziamenti pubblici (fondo perduto, prestiti a tasso agevolato, garanzie statali, contributi sull’acquisto di tecnologie)
• Agevolazioni fiscali (regime forfettario con flat tax al 5%, iperammortamento e crediti d’imposta sugli investimenti).
Sapere quali strumenti esistono e soprattutto come combinarli può ridurre in modo concreto il capitale necessario e accelerare il punto di pareggio.
Sono Isa Bellesolo, estetista imprenditrice e fondatrice di Wellting. A Castiglione delle Stiviere gestisco il centro Narcisa Wellting Esthétique e ogni anno accompagno decine di estetiste in questo percorso. Ti dico subito una cosa che a molte non viene spiegata: i fondi non si “ottengono”, si conquistano con un progetto solido. La differenza tra chi accede a un bando e chi viene scartato quasi mai sta nel bando in sé. Sta nella qualità del business plan e nella capacità di scegliere lo strumento giusto per il proprio profilo.
In questa guida trovi la mappa aggiornata al 2026: i principali bandi nazionali e regionali, cosa puoi davvero finanziare, le agevolazioni fiscali del settore, come capire quale strumento fa per te e gli errori che fanno perdere tempo e fondi. Se il tuo obiettivo è proprio avviare l’attività da zero, ti consiglio di leggere prima la guida completa su come aprire un centro estetico nel 2026.
La mappa delle agevolazioni 2026 in sintesi
Prima di entrare nel dettaglio, ecco il quadro d’insieme.
Nel 2026 gli strumenti più rilevanti per un centro estetico si dividono così:
- Contributi a fondo perduto: somme che non vanno restituite, di norma il 20-50% dell’investimento (in alcune misure molto di più). Tipici dei bandi per autoimpiego, imprenditoria femminile e dei bandi regionali.
- Finanziamenti agevolati: prestiti con condizioni migliori di quelli bancari: tassi ridotti o azzerati, durate lunghe, periodi di preammortamento.
- Garanzie pubbliche: lo Stato garantisce parte del finanziamento bancario (fino all’80%), così la banca concede credito più facilmente.
- Crediti d’imposta e deduzioni maggiorate: recuperi una parte dell’investimento sotto forma di sconto sulle tasse.
- Agevolazioni fiscali sul reddito: in primis il regime forfettario, con tassazione ridotta nei primi anni di attività.
Il punto chiave del 2026 è uno: questi strumenti sono spesso cumulabili. Per esempio puoi finanziare i macchinari con la Nuova Sabatini, garantire il prestito con il Fondo di Garanzia PMI e gestire il reddito con il regime forfettario.
Cosa puoi finanziare davvero con un bando
Uno degli errori più comuni è pensare che i finanziamenti riguardino solo la ristrutturazione del locale. In realtà, a seconda della misura, puoi coprire molte voci del progetto:
- Apertura e allestimento: lavori edili, impianti, arredi, cabine, reception, attrezzature professionali.
- Tecnologie estetiche: macchinari per viso e corpo, apparecchiature per estetica avanzata, laser e luce pulsata. È una delle voci più finanziabili in assoluto.
- Formazione professionale: corsi di specializzazione, aggiornamenti tecnici, percorsi avanzati per te e per il team.
- Marketing e digitale: brand, sito web, comunicazione, campagne di acquisizione clienti (previsto da diversi bandi regionali).
I principali bandi e finanziamenti nazionali per estetiste nel 2026
Vediamo ora le misure nazionali più utili per chi apre o sviluppa un centro estetico. Lo scenario è cambiato parecchio rispetto agli anni scorsi: tieni d’occhio le date di scadenza dei bandi o il volume totale di risorse disponibili, perché molte misure operano “a sportello” fino a esaurimento delle risorse.
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord
Lo storico bando Resto al Sud (DL 91/2017) ha chiuso definitivamente lo sportello il 14 ottobre 2025. Dal giorno successivo sono entrate in vigore due nuove misure gestite da Invitalia, nate dal Decreto Coesione (DL 60/2024): Resto al Sud 2.0 per il Mezzogiorno e Autoimpiego Centro-Nord per le regioni del Centro-Nord.
Cosa offrono, in estrema sintesi:
- Resto al Sud 2.0 (otto regioni del Sud): rivolto soprattutto ai giovani fino a 34 anni, prevede un voucher a fondo perduto fino a 40.000 € nelle aree della ZES unica del Mezzogiorno, più contributi sugli investimenti (indicativamente il 75% fino a 120.000 € e il 70% nella fascia 120.000-200.000 €).
- Autoimpiego Centro-Nord (regioni del Centro-Nord): voucher a fondo perduto fino a 30.000 €, con logica analoga sui contributi all’investimento.
- In entrambe è prevista una maggiorazione fino a 10.000 € per i progetti a maggior contenuto di innovazione o sostenibilità.
Attenzione ai requisiti, molte candidature non vengono approvate proprio per questo: per accedere occorre trovarsi in una condizione di disoccupazione, inattività, “working poor” o partecipazione al programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori).
Inoltre chi ha già beneficiato di una misura Invitalia per l’autoimpiego negli ultimi tre anni non può accedere a un secondo strumento della stessa “famiglia”. È un vincolo spesso sottovalutato: vale la pena verificarlo prima di avviare la pratica. Per i dettagli ufficiali e i decreti attuativi fa fede il sito di Invitalia.
Fondo Impresa Femminile
Il settore estetico è a forte conduzione femminile, e questo apre la porta a uno strumento dedicato: il Fondo Impresa Femminile, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Investimento PNRR M5C1-I5) e gestito da Invitalia.
Sostiene sia la nascita sia il consolidamento di imprese guidate da donne, con contributi a fondo perduto che per le nuove imprese possono arrivare fino al 90% delle spese (a seconda di dimensione e tipologia di progetto) e un mix di finanziamenti agevolati per quelle già attive. Sono coperte voci molto coerenti con un centro estetico: attrezzature, digitalizzazione, marketing, ristrutturazioni, sviluppo di nuovi servizi.
La nota pratica del 2026: lo sportello è stato chiuso per esaurimento risorse ed è in fase di rifinanziamento (con una dotazione attesa di centinaia di milioni). Invitalia procede periodicamente con la riammissione di domande precedentemente sospese. In altre parole, è uno strumento da monitorare costantemente, perché quando riapre le risorse si esauriscono in fretta. Le date ufficiali si trovano sulle pagine del MIMIT e di Invitalia.
ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero
ON (Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero) è dedicato alle imprese a prevalenza giovanile o femminile ed è uno strumento “pesante”, adatto a progetti più strutturati. Offre un pacchetto misto: finanziamento a tasso zero fino all’85% delle spese e un contributo a fondo perduto fino al 20%, per una copertura che può arrivare al 90% dell’investimento, con un plafond di progetto importante. È gestito da Invitalia ed è interessante quando il piano prevede sia ristrutturazione sia tecnologie avanzate.
Nuova Sabatini: lo strumento perfetto per finanziare la tua tecnologia
Se il tuo investimento più rilevante sono i macchinari (e in estetica avanzata è quasi sempre così) la Nuova Sabatini (MIMIT) è probabilmente lo strumento migliore.
Finanzia l’acquisto (anche in leasing) di macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software per importi indicativi da 20.000 € fino a 4 milioni. Funziona così: ottieni un finanziamento bancario e lo Stato ti riconosce un contributo calcolato sugli interessi, con maggiorazione per i beni 4.0 e “green”. La misura è stata rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027 e opera a sportello fino a esaurimento.
È perfetta, ad esempio, per acquistare apparecchiature professionali e tecnologie estetiche, e diventa ancora più potente se combinata con il Fondo di Garanzia PMI (sul finanziamento) e con le agevolazioni fiscali sui beni strumentali (di cui parliamo più avanti). Il riferimento ufficiale è la pagina del MIMIT sulla Nuova Sabatini.
Fondo di Garanzia PMI
Non è un contributo, ma può essere decisivo quando una banca esita a concederti credito perché sei una nuova impresa. Il Fondo di Garanzia PMI consente di ottenere finanziamenti bancari con una garanzia pubblica fino all’80%. In pratica, lo Stato si fa garante di buona parte del prestito al posto tuo, abbattendo il rischio per la banca e facilitando l’accesso al credito. Si combina molto bene con la Nuova Sabatini.
Bandi regionali e camerali
Oltre alle misure nazionali, ogni regione pubblica periodicamente bandi per innovazione, digitalizzazione, imprenditoria femminile e sviluppo delle PMI. Spesso prevedono contributi a fondo perduto e coprono ristrutturazioni, attrezzature, marketing e formazione. Alcuni esempi ricorrenti sono i bandi per l’imprenditoria femminile della Regione Veneto o i bandi POR-FESR delle varie regioni, ai quali si aggiungono i bandi delle Camere di Commercio per la digitalizzazione.
Il consiglio di Isa: i bandi regionali cambiano di continuo e hanno finestre brevi. Vale la pena monitorare il portale della tua regione e quello della tua Camera di Commercio, oppure farti seguire da chi questi bandi li intercetta per mestiere.

Le agevolazioni fiscali per estetiste nel 2026
Accanto ai bandi ci sono le agevolazioni fiscali: meno appariscenti, ma incidono ogni singolo anno su quanto guadagni. Per un centro estetico le tre più rilevanti sono il regime forfettario, le agevolazioni sui beni strumentali e, per chi investe nel Mezzogiorno, il credito d’imposta ZES.
Regime forfettario e flat tax al 5%
Per molte estetiste che aprono partita IVA individuale, il regime forfettario è la scelta naturale e più conveniente, almeno nei primi anni.
Ecco cosa devi sapere sulla partita IVA in regime forfettario nel 2026:
- Soglia di ricavi: 85.000 € l’anno. Sopra gli 85.000 (fino a 100.000) si esce dal regime dall’anno successivo; oltre i 100.000 l’uscita è immediata.
- Imposta sostitutiva: un’unica imposta del 15% che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.
- Flat tax al 5% per 5 anni: le nuove attività (“start-up”) che rispettano determinate condizioni pagano solo il 5% per i primi cinque anni. Le condizioni principali: non aver svolto la stessa attività nei tre anni precedenti e che la nuova attività non sia una “mera prosecuzione” di un lavoro già svolto come dipendente.
- Niente IVA in fattura e contabilità semplificata (con fatturazione elettronica comunque obbligatoria).
Come si calcola il reddito? Nel forfettario non si deducono i costi reali: si applica ai ricavi un coefficiente di redditività che per l’estetista (codice ATECO 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza) è del 67%.
Un esempio concreto, con un fatturato di 40.000 € nel primo anno di attività:
- Reddito imponibile = 40.000 × 67% = 26.800 €
- Imposta sostitutiva al 5% = 1.340 € (contro i 4.020 € che pagheresti con l’aliquota al 15%)
A questo si aggiungono i contributi previdenziali INPS (per le estetiste tipicamente la Gestione Artigiani), che sono deducibili dal reddito prima del calcolo dell’imposta. È evidente quanto la flat tax al 5% renda i primi anni decisamente più leggeri. Le regole ufficiali sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. Per la tua situazione specifica, però, parlane sempre con un commercialista: la scelta del codice ATECO e del regime va fatta su misura.
Iperammortamento e agevolazioni sui beni strumentali
Chi investe in macchinari e tecnologie in regime ordinario (società o ditta individuale non forfettaria) può contare anche sulle agevolazioni sui beni strumentali. Nel 2026 c’è una novità importante: la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto un nuovo iperammortamento che sostituisce i crediti d’imposta dei piani Transizione 4.0 e 5.0. In pratica, una maggiorazione del costo deducibile sugli investimenti in beni strumentali innovativi, cumulabile con la Nuova Sabatini.
Un avvertimento da consulente, perché qui si fa confusione: l’iperammortamento è una deduzione sul reddito d’impresa e quindi non è utilizzabile da chi è in regime forfettario (che non deduce i costi analiticamente). La Nuova Sabatini, invece, resta accessibile anche ai forfettari, perché è un contributo sugli interessi e non una deduzione. È esattamente il tipo di valutazione che va fatta prima di scegliere regime fiscale e strumenti, non dopo.
Tabella riepilogativa: quale strumento per quale obiettivo
| Strumento | A chi è dedicato | Cosa offre | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Resto al Sud 2.0 | Mezzogiorno, giovani fino a 34 anni, disoccupati/inattivi | Fondo perduto fino a 40.000 € + contributi sull’investimento | Aprire da zero al Sud |
| Autoimpiego Centro-Nord | Centro-Nord, disoccupati/inattivi/working poor | Fondo perduto fino a 30.000 € + contributi | Aprire da zero al Centro-Nord |
| Fondo Impresa Femminile | Imprese femminili (nuove o attive) | Fondo perduto fino al 90% + finanziamenti agevolati | Estetiste donne (sportello da monitorare) |
| ON – Tasso Zero | Imprese giovanili o femminili | Tasso zero fino all’85% + fondo perduto fino al 20% | Progetti strutturati e ambiziosi |
| Nuova Sabatini | PMI di ogni tipo | Contributo sugli interessi del finanziamento | Acquisto macchinari e tecnologie |
| Fondo di Garanzia PMI | PMI che chiedono credito | Garanzia pubblica fino all’80% | Sbloccare il prestito in banca |
| Bandi regionali | Variabile per regione | Spesso fondo perduto | Marketing, digitale, attrezzature |
| Regime forfettario | Partite IVA individuali | Flat tax 5% (5 anni) o 15% | Risparmio fiscale annuo |
Importi e condizioni sono indicativi e cambiano nel tempo: verifica sempre la versione vigente del bando sui canali ufficiali prima di presentare domanda.
Come scegliere il bando giusto per aprire il mio centro estetico?
Con così tante opzioni il rischio è bloccarsi. Segui questa bussola: chi sei e dove vuoi aprire il tuo centro estetico?
- Sei una donna e apri un’attività nuova: tieni d’occhio il Fondo Impresa Femminile (e, se hai meno di 35 anni, ON Tasso Zero).
- Hai meno di 35 anni e apri al Sud: Resto al Sud 2.0.
- Apri al Centro-Nord e sei senza occupazione: Autoimpiego Centro-Nord.
- Il grosso dell’investimento sono i macchinari: Nuova Sabatini, possibilmente con Fondo di Garanzia PMI.
- La banca esita a concederti credito: parti dal Fondo di Garanzia PMI.
- In ogni caso: valuta il regime forfettario con il tuo commercialista per ridurre il carico fiscale annuo.
La verità è che il progetto migliore quasi mai usa un solo strumento: combina un bando di avvio, un finanziamento per le tecnologie e un regime fiscale agevolato. Ed è qui che serve una regia.
Perché molte estetiste non riescono ad ottenere un bando?
Lo vedo continuamente: estetiste preparatissime sul lavoro in cabina che presentano domanda e si vedono rifiutare i fondi. Il motivo, nove volte su dieci, non è il bando. È la mancanza di un progetto strutturato.
Le banche e gli enti finanziatori vogliono vedere quattro cose:
- Un piano economico chiaro.
- La sostenibilità del progetto nel tempo.
- La capacità di rimborso.
- Una strategia di sviluppo credibile.
Senza questi elementi, anche il bando più generoso resta inaccessibile. Per questo, prima di chiedere un finanziamento, è fondamentale costruire un progetto economico-finanziario che includa analisi dell’investimento, previsione dei ricavi, piano dei costi e sostenibilità. È lo stesso documento che ti permette poi di presentarti alle banche, accedere ai fondi e pianificare la crescita con lucidità.
Il metodo Wellting: ti formiamo e ti aiutiamo ad aprire
Qui sta la differenza che cerco di trasmettere a ogni estetista che incontro. Tante realtà ti formano. Altre ti vendono i macchinari. Pochissime fanno entrambe le cose e ti accompagnano nell’accesso ai fondi. Noi di Wellting nasciamo da un centro estetico vero, Narcisa, e questo cambia tutto: i numeri di cui ti parliamo sono numeri che viviamo ogni giorno.
Con il programma Wellting Start Up ti affianchiamo in tutte le fasi:
- Analisi del progetto → valutiamo apertura, ristrutturazione, inserimento tecnologie e sviluppo dell’attività.
- Creazione del progetto economico → costruiamo un piano economico-finanziario su dati reali del settore, quello che gli enti vogliono vedere.
- Accesso agli strumenti finanziari → ti supportiamo nella richiesta del bando, nella stesura del business plan e nell’accesso a finanziamenti, garanzie e agevolazioni.
- Sviluppo del centro → dopo l’ottenimento dei fondi seguiamo inserimento tecnologie, formazione, sviluppo dei servizi e posizionamento.
Il nostro obiettivo non è solo aiutarti a ottenere fondi. È costruire centri estetici solidi e redditizi.
Un esempio concreto sul fronte tecnologie: quando si tratta di epilazione, la scelta tra laser a diodo e sistemi a luce LED/full LED incide su risultati, costi di gestione e ritorno dell’investimento. È esattamente il tipo di decisione che inseriamo nel piano economico, così che la tecnologia finanziata sia anche la più redditizia per il tuo centro.
Quali sono gli errori da evitare quando devo chiedere un bando per il mio centro estetico?
Quando pianifichi un investimento nel settore estetico, evita questi tre errori, che sono i più frequenti e i più costosi:
- Aprire (o chiedere fondi) senza un piano economico.
- Investire in tecnologie senza strategia.
- Sottovalutare la sostenibilità finanziaria. Un finanziamento deve essere sostenibile per il centro: il preammortamento finisce, le rate restano.
A questi aggiungo un quarto errore tipicamente fiscale: scegliere il regime sbagliato all’apertura. Aprire in regime ordinario quando potresti stare in forfettario (o viceversa) può costarti migliaia di euro l’anno. Decidilo prima, con un professionista.
Domande frequenti su bandi e agevolazioni per estetiste
Esiste un fondo perduto per aprire un centro estetico nel 2026? Sì. A seconda del profilo e del territorio, le principali strade sono il Fondo Impresa Femminile (per imprese femminili, in fase di rifinanziamento), Resto al Sud 2.0 (Mezzogiorno, giovani) e Autoimpiego Centro-Nord. Tutte prevedono quote a fondo perduto, cioè somme che non vanno restituite.
Quante tasse paga un’estetista in regime forfettario? Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente del 67% ai ricavi. Su quell’importo si paga un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni se si rispettano le condizioni “start-up”.
Posso usare un bando per comprare i macchinari estetici? Assolutamente sì, ed è una delle voci più finanziabili. Lo strumento di riferimento è la Nuova Sabatini, spesso abbinata al Fondo di Garanzia PMI sul finanziamento bancario.
I bandi e le agevolazioni sono cumulabili? In molti casi sì, nel rispetto dei limiti sugli aiuti di Stato. Per esempio Nuova Sabatini + Fondo di Garanzia PMI + regime forfettario è una combinazione frequente. La cumulabilità va però dichiarata e verificata con attenzione: ogni misura ha le sue regole.
Perché la mia domanda di finanziamento potrebbe essere rifiutata? Quasi sempre per la mancanza di un business plan solido: piano economico, sostenibilità, capacità di rimborso e strategia di sviluppo. È la parte su cui conviene farsi affiancare.
Chi è Wellting
Wellting è una realtà italiana specializzata nella formazione delle estetiste e nello sviluppo dei centri estetici, fondata da Isa Bellesolo, estetista imprenditrice e formatrice che gestisce il centro Narcisa Wellting Esthétique a Castiglione delle Stiviere (MN) ed è dietro la linea di cosmetici professionali Iconique. Il valore distintivo di Wellting è insegnare e consigliare partendo da un centro che funziona davvero: non teoria da aula, ma esperienza reale di gestione, tecnologie e clienti. Con il programma Wellting Start Up, l’azienda affianca le estetiste lungo tutto il percorso, dalla formazione all’apertura, dall’accesso ai bandi allo sviluppo del centro.
Il prossimo passo: scopri se puoi accedere alle agevolazioni
I bandi cambiano, le finestre si aprono e si chiudono in fretta, e ogni profilo ha lo strumento giusto. Il modo migliore per non perdere opportunità è partire da un’analisi del tuo caso specifico.
Il nostro team analizza il tuo progetto (apertura, ristrutturazione, inserimento tecnologie o sviluppo) e ti dice se esistono strumenti finanziari e fiscali adatti alla tua situazione, costruendo con te il progetto economico necessario per ottenerli.
Scrivici ora su WhatsApp per richiedere la tua analisi di fattibilità gratuita:
Le informazioni su importi, aliquote, requisiti e finestre dei bandi sono aggiornate al 2026 e hanno natura informativa: prima di presentare domanda verifica sempre la versione vigente delle misure sui canali ufficiali (MIMIT, Invitalia, Agenzia delle Entrate, portale della tua Regione) e fatti assistere da un consulente per la tua situazione specifica. Questo articolo non costituisce consulenza fiscale o finanziaria personalizzata.
